La dipendenza dal caffè è spiegata nel DNA


La dipendenza dal caffè è spiegata nel DNA

Tra i consumatori di caffè si incontrano innumerevoli sfumature: dai bevitori saltuari ai dipendenti della caffeina, a qualcuno basta una tazzina al mattino, altri replicano a metà mattinata, dopo pranzo e addirittura dopo cena. Da chi si ferma a due tazzine a chi non sceglie solo espresso e non disdegna le varianti lunghe come il caffè in stile americano…

Ma perché qualcuno ne consuma più di altri?

Forse il motivo, oltre che nella cultura e nelle abitudini, va cercato nei geni e nel nostro DNA.

Un team di ricercatori provenienti dall’Italia (l’IRCCS Burlo Garofolo, l’Università di Trieste e l’azienda Illy caffè), dalla Scozia e dall’Olanda, interessati a indagare sulle correlazioni tra consumo di caffè e genetica, hanno analizzato due popolazioni di italiani e una popolazione di olandesi, per un totale di 3000 consumatori abituali di caffè.

La loro ricerca è iniziata chiedendo loro di compilare un questionario sulle proprie abitudini in materia di consumo di caffè giornaliero.

Analizzando i risultati della popolazione italiana e sbirciando nel DNA dei partecipanti alla ricerca, i ricercatori sono arrivati a un’unica soluzione: le persone con una variante nel gene PDSS2, consumavano circa una tazzina in meno di caffè espresso al giorno.

L’idea è che la proteina prodotta regoli negativamente l’espressione degli geni legati al metabolismo della caffeina, permettendole di rimanere in circolo più a lungo e quindi di allungare il proprio effetto.

La popolazione olandese ha ottenuto gli stessi risultati, ma meno accentuati. Questa differenza può essere imputabile alle diverse abitudini in fatto di consumo giornaliero di caffè: se in Italia l’espresso è la variante più richiesta, al nord a farla da padrone sono le grandi tazze di caffè in stile americano, che contengono in totale più caffeina.

In sintesi, possedendo la variante del gene PDSS2, si sente il bisogno di assumere meno caffè ma l’effetto ottenuto da questa quantità di caffeina è la stessa di chi ne beve di più e non possiede la variante PDSS2.

Si può essere grandi consumatori di caffè o meno ma saremo sempre italiani amanti dell’ effetto energico che ci dona il caffè!

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